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Mal di testa

Mal di testa: la colpa può essere dei denti


Le cause alla base di mal di testa frequenti o di persistenti dolori alla schiena possono essere diverse. Tra esse ce n'è una che spesso viene sottovalutata: la cattiva occlusione dentale. È da vari anni che si assiste al proliferare di studi circa i rapporti tra la postura e l'occlusione dentale. I primi ad occuparsi di simile argomento sono stati i chiropratici in quanto si accorgevano che alcuni loro pazienti non traevano beneficio dalle loro terapie e la maggior parte di questi presentavano tutti un'occlusione dentale alterata; da allora molte altre scuole di osteopatia, posturale, ortopedica e fisiatrica classica si sono occupate a più riprese di tale argomento. Ma come si può scoprire se i propri malanni derivano da una cattiva occlusione? Lo spiega Domenico Monda, specialista in odontoiatria e protesi dentaria presso la clinica Villa del sole di Napoli.
 
 
 
«Innanzitutto occorre fare una premessa: le varie funzioni dell'organismo possono realizzarsi solo se l'organo (bocca, cuore, ecc.) o la struttura (ossa, muscoli, ecc.) che lo forma è in perfette condizioni. Molte disfunzioni sono situate lontano dalla causa strutturale, quindi quanto più è accentuata l'alterazione della struttura articolare, tanto più la funzione è alterata. Uno degli organi portanti di tali disfunzioni è l'apparato stomatognatico, che attraverso opportune stimolazioni può riprogrammare l'intero equilibrio del sistema tonico-muscolare. A tal fine, un buon lavoro sull'occlusione può migliorare la qualità della vita di un paziente, che si trova a lottare contro le varie disfunzioni discendenti che si creano nell'organismo, il tutto accompagnato da un lavoro di equipe: ortopedia, postura e fisioterapia. È infatti indispensabile inizialmente il parere dell'ortopedico, per escludere a priori problemi alla struttura ossea, quindi si procede per stabilire se le cause della disfunzione sono posturali, attraverso strumenti idonei, e infine alla cura».
Dunque, una volta esclusi i problemi ortopedici, per stabilire il tipo di cura occorre innanzitutto una visita posturologica. «Esistono - continua Monda - tre protocolli indispensabili: la visita posturale mediante pedana stabilometrica, l'elettromiografia e la kinesiografia. Ciò anche per evitare che denti corretti ortodonticamente o protesizzati, possano creare danni alla colonna vertebrale».
Per i non addetti ai lavori, occorre spiegare che la pedana stabilometrica è un sistema computerizzato che può indagare il tipo di appoggio plantare, la distribuzione del baricentro e il suo sistema equilibrio, le microvariazioni dell'atteggiamento posturale del paziente e l'attività dei muscoli posturali. L'elettromiografia è una metodica diagnostica che fa parte del settore della Neurofisiologia Clinica. Comprende l'analisi mediante ago-elettrodo dell'attività muscolare a riposo e durante attivazione volontaria (EMG propriamente detta) e lo studio della conduzione nervosa, motoria e sensitiva (Elettroneurografia). Lo studio EMG permette di documentare la presenza di anomalie funzionali dei nervi, delle radici, dei muscoli o delle giunzioni neuro-muscolari.
Infine, la kinesiografia può essere definita la disciplina che studia la funzione individuale attraverso il movimento della mandibola.
«Utilizzando la kinesiografia - spiega il dottor Monda - si è in grado di acquisire tutte quelle conoscenze indispensabili per la progettazione di una terapia (ortodontia-protesica-impiantologica-chirurgica) mirata al recupero degli squilibri tra struttura e muscolatura attraverso fasi che necessitano di una continua rivalutazione diagnostica e portano alla risoluzione definitiva del problema”.
Tratto dalla rivista "Il denaro" (2007)



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