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Body scanner sicuri per chi vola

Body scanner sicuri per chi vola
di Simona Zazzetta

I sistemi di controllo aeroportuali di nuova generazione destano sospetti e dubbi sulla sicurezza per la salute dei passeggeri in partenza per i cosiddetti voli ad alto rischio: l'idea di essere investiti da una radiazione evoca sempre scenari inquietanti. Tuttavia, un invito alla tranquillità arriva dalla Società italiana di radiologia medica, che, in un documento condiviso con un gruppo di lavoro allargato a esperti della radiologia in medicina, hanno spiegato come funzionano questi dispositivi e dove possono risiedere i rischi.

Radiazioni che non penetrano
Una prima grande distinzione va fatta sul tipo di radiazioni usate dai sistemi che eseguono i controlli negli aeroporti. In Italia, sono esclusi per normativa contenuta nel Decreto legislativo n. 230 del 1995, i body scanner a raggi X, in quanto l'unico uso delle radiazioni di tipo ionizzante, come i raggi X, consentito in Italia, è in campo medico ("a scopo diagnostico, terapeutico o di ricerca scientifica clinica"). Questa restrizione nasce dal fatto che le radiazioni ionizzanti attraversano e interagiscono con il tessuto biologico e possono determinare effetti sulla salute che dipendono dall'entità dell'esposizione. A scopo precauzionale sono quindi stati esclusi per i sistemi di controllo aeroportuali. Il dispositivo che è ora in fase di sperimentazione nell'aeroporto di Fiumicino a Roma, è invece basato sullo sfruttamento di onde millimetriche o onde radio, ed è di tipo attivo. A differenza del tipo passivo, che rileva semplicemente le onde millimetriche emanate dal corpo, quello attivo irradia il soggetto con onde elettromagnetiche e rileva la parte di radiazione che viene riflessa ricostruendo l'immagine tridimensionale della superficie corporea della persona. Come spiega il documento, in sostanza usa la tecnologia dei radar: misura la parte dell'onda elettromagnetica riflessa dai diversi materiali irradiati, che per la sua frequenza attraversa parzialmente gli abiti, ma non i tessuti biologici e l'assorbimento è limitato alla pelle e alla cornea. L'unica conseguenza accertata è un effetto termico che si traduce in un aumento della temperatura locale o dell'intero corpo, "ma solo al di sopra di determinate soglie - specifica il documento - in base alle quali sono stati stabiliti, con ampi margini di sicurezza, limiti di esposizione internazionalmente accettati". Sono in corso studi di accertamento sugli effetti che escludono effetti nocivi con l'uso di onde alla frequenza usata nei body scanner in sperimentazione: «Per star tranquilli e frenare ogni timore basti pensare che l'esposizione alle onde durante il controllo è di 10 mila volte inferiore a quella derivante da una chiacchierata al cellulare» suggerisce Alfredo Siani, presidente della Sirm.

Interferenza nocive
Per loro stessa natura le onde radio, possono creare problemi di interferenza con i dispositivi indossati o impiantati: nello specifico, pacemaker e apparecchi acustici. In questi casi, dicono gli esperti, vanno prese precauzioni: «I body scanner a onde millimetriche, da un punto di vista medico, non creano nessun danno alla salute. Andrebbero però vietati ai portatori di pacemaker. Per loro sì che potrebbero esserci dei rischi» spiega Francesco Fedele, past-president della Società italiana di cardiologia (Sic). «Queste onde, infatti, potrebbero interferire con l'apparecchio, danneggiandolo» aggiunge. Un altro gruppo di persone che devono prestare attenzione sono i portatori di dispositivi acustici, per i quali esiste il possibile rischio che le onde alterino il software interno: in questi casi il dispositivo va spento o tolto prima della scansione. «Anche se non ci sono ancora dati certi a riguardo, è necessario informare i portatori di protesi acustiche dei possibili rischi a cui vanno incontro i loro apparecchi. E noi contribuiremo affinché questo avvenga» sostiene Giancarlo Cianfrone, ordinario di Audiologia all'università Sapienza di Roma. «Anche perché» aggiunge «per evitare qualsiasi problema basta spegnere e togliere l'apparecchio prima di passare sotto lo scanner. Insomma, basta avere un atteggiamento prudenziale». La stessa precauzione resta valida anche con gli impianti cocleari, cioè chirurgicamente impiantati: «Anche se fissi questi apparecchi hanno un dispositivo esterno che si può disinserire. Evitando così grossi rischi» spiega Cianfrone.

Dica33 - Elsevier


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