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Ancora su Farmacia e servizi

La farmacia come un ambulatorio distrettuale o un centro di analisi? Ora sì: le Regioni hanno dato il via libera ai decreti del ministero della Salute che disegnano la nuova farmacia dei servizi. In sostanza, tramite il farmacista sarà possibile accedere a un'ampia gamma di prestazioni. Per esempio, si potranno prenotare visite ed esami, ritirare referti e pagare l'eventuale ticket; si potranno fare autoanalisi di prima istanza (test per glicemia, colesterolo e trigliceridi, per la misurazione di emoglobina glicata, creatinina e transaminasi, i test per la misurazione di componenti nelle urine, per la gravidanza, per il Psa e via di seguito) ed esami di secondo livello come la misurazione della pressione arteriosa, la spirometria, la saturimetria e l'elettrocardiografia. La condizione necessaria è che la farmacia sia in telecollegamento con i centri specialistici accreditati dalle Regioni.

Piccoli ambulatori per terapie e riabilitazione
Ma la vera novità è rappresentata dalle prestazioni infermieristiche e riabilitative. Grazie a una riscrittura del Testo unico delle leggi sanitarie (risalente addirittura al 1934), il ministero della Salute ha rimosso i divieti che impedivano la presenza in farmacia di infermieri e fisioterapisti. Con l'approvazione dei decreti, quindi, sarà possibile rivolgersi al farmacista per prenotare cicli iniettivi intramuscolo, medicazioni, cicli riabilitativi, attività terapeutica per la riabilitazione funzionale e altre prestazioni professionali di tipo infermieristico o fisioterapico, da effettuare nella stessa farmacia oppure a domicilio del paziente. Va comunque sottolineato che si tratta di prestazioni per le quali sarà necessaria la prescrizione del medico (specialista, di famiglia o pediatra) e che verranno erogate gratuitamente, cioè a carico del Ssn, soltanto se rientrano nei tetti di spesa previsti dalle singole Regioni. Questo è forse il passaggio più delicato di tutta l'operazione.

Servono accordi tra farmacisti e Regioni
Perché la nuova farmacia dei servizi veda la luce, infatti, sarà prima necessario che farmacisti e governi regionali firmino una serie di convenzioni (prima quella nazionale, che detterà la cornice, e poi quelle locali) senza le quali le novità previste dai decreti rimarranno soltanto sulla carta. Occorrerà un po' di pazienza insomma, anche se le organizzazioni che rappresentano le farmacie esprimono già soddisfazione per quanto ottenuto fino a qui. «È un'occasione che tutti i farmacisti devono cogliere fino in fondo» commenta per esempio il presidente dell'Ordine dei farmacisti, Andrea Mandelli «a vantaggio dei cittadini, dell'ottimizzazione delle risorse del Servizio sanitario e anche della nostra professione». «I nuovi servizi in farmacia» aggiunge Annarosa Racca, presidente di Federfarma (il sindacato dei titolari di farmacia) «favoriscono il cittadino, rendendogli più agevole l'accesso ai servizi, e consente allo Stato di utilizzare le risorse nel modo più efficiente».
Dica33 - Elsevier


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